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    Rivista diretta da Salvo Bella
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Ospedale di AlcamoIl nuovo ospedale di Alcamo resta in gestazione da oltre 15 anni e il parto è ancora lontano da venire: uno scandalo e una sofferenza per una vasta popolazione e per l’encomiabile personale del vecchio presidio ospedaliero “S. Vito e S. Spirito” all’interno del centro storico. Con un semplice confronto si vede subito come vanno diversamente le cose purché non si tratti di meridione d’Italia e di Sicilia: a Legnano in provincia di Milano cominciò a febbraio del 2001 l’iter per realizzare il nuovo nosocomio, che fu poi inaugurato il 4 febbraio 2010, esattamente dopo nove anni.

L’attuale ospedale è in una struttura edilizia antiquata che risale al XVII secolo. Nonostante rimaneggiamenti e ampliamenti, è penalizzato dall’antica, complessa e difficile, rete viaria circostante; e l’accesso avviene addirittura attraverso un angusto tunnel ad arco con volta a botte: bello forse da vedere, ma anche roba da terzo mondo tenuto conto che vi risulta arduo, se non con peripezie, il passaggio di un’autoambulanza. Tutto ciò accade mentre medici e infiermieri si adoperano con grande professionalità, nei vari reparti, con risultati che, nonostante le difficoltà della struttura, hanno e meritano ampio riconoscimento.

C’è chi si avvantaggia di ritardi per motivi oscuri

Le amministrazioni, ben consapevoli della situazione, hanno compiuto dei passi. Si sono mossi, per gli adempimenti di competenza, il Comune, l’azienda ospedaliera di Trapani, la Regione e il Governo nazionale, ma con farraginose lentezze non del tutto spiegabili, che suscitano perplessità; perché una decina di anni fa furono stanziati ventuno milioni di euro, mentre ora la spesa sembra ammontare a più di cinquanta milioni e si dà a intendere che la colpa è stata del Covid anziché del diffuso lassismo e dei ritardi per motivi oscuri. Tanto saremmo i cittadini a pagare; e la stampa locale, anziché interrogarsi e fare opera di sollecitazione e stimolo, esulta a sua volta.

Area del nuovo ospedale di AlcamoDi che cosa esultare? Del nuovo ospedale, dopo più di quindici anni, esistono solo un progetto – peraltro apprezzabile - e il terreno, un appezzamento di campagna che valeva quattro soldi e del quale, dopo essere stato pagato, le variazioni urbanistiche successive hanno fatto lievitare il prezzo, così da determinare l’esborso di altri fondi pubblici. Eccoci dunque: la colpa non è del Covid o della mancanza di fondi, perché con gli anni che passano c’è chi si avvantaggia; e col tempo potremmo vederne ancora delle belle, per non dire brutture, se non addirittura un’incompiuta, come il ponte sullo Stretto di Messina.

Il direttore generale dell’ASP di Trapani Ferdinando Croce ha giustamente dichiarato a marzo durante una visita nella cittadina: “Alcamo, con il suo circondario, è un importante bacino d’utenza caratterizzato da più presidi e strutture sparpagliate per il territorio, questione che stiamo affrontando, intanto con l’ospedale di comunità e la casa di comunità che sorgeranno da qui a breve in contrada San Gaetano, ma soprattutto con la grande sfida del nuovo ospedale, per il quale abbiamo già chiesto e rivendichiamo un finanziamento importante". Il dirigente, com’è noto, è stato poi sospeso dalla Regione per lo scandalo dei ritardi nel rilascio dei referti istologici: una decisione ingiusta per un dirigente che s’era premurato di chiedere sostegno alla Regione, senza ottenerlo, per colmare insufficienze di personale.

Chi ha da muoversi, dunque, lo faccia senza più arzigogolare, ad Alcamo, Trapani, Palermo e Roma; senza aspettare che i cittadini, stanchi, comincino a buon diritto a scendere per le vie cittadine a dimostrare.

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