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CRONACA CULTURA POLITICA REGIONIRivista diretta da Salvo BellaQuesto sito utilizza cookies tecnici propri e cookies di profilazione di terze parti. Continuando la navigazione accetti.
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- Scritto da Salvo Bella
Sospetti e dolorose amarezze per vendette di mafiosi "pentiti"
Addio Contrada, servitore e vittima dello Stato
La scomparsa di Bruno Contrada, morto ieri a Palermo all’età di 94 anni, riaccende le discussioni su uno dei più importanti protagonisti della lotta alla mafia, passato da servitore a vittima dello Stato.
Negli anni 70 la Squadra Mobile del capoluogo siciliano, diretta appunto da Contrada, era, con l’Arma dei carabinieri, protagonista di difficilissime indagini in un contesto criminale allarmante, con delitti sanguinari. All’epoca si negava addirittura in gran parte della Sicilia l’esistenza della mafia. A Catania carabinieri e polizia, con questore Emanuele De Francesco, infliggevano duri colpi alla criminalità; e il dirigente della Criminalpol per la Sicilia Orientale, Francesco Cipolla, insidiava la malavita tenendo nel mirino il boss Giuseppe Calderone, ritenendo in particolar modo, con grande acume investigativo e schiena dritta, che il boss avesse fatto da ponte per l’affiliazione delle cosche locali a Cosa Nostra. Ma il contesto era, per altri versi, di apparati ben in alto che continuavano a restare ciechi, tant’è che il procuratore generale Ugo Buscemi, in una intervista esclusiva a me concessa e pubblicata il 26 aprile 1975 sul quotidiano “Espresso Sera”, dove lavoravo con Giuseppe Fava, negava l’esistenza del fenomeno mafioso. L’intervista integrale è rinvenibile nel mio libro “Nera – Cinquant’anni di giornalismo in trincea tra mafia e poteri: delitti, cronisti, retroscena” (Milano, 2021).
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- Scritto da Gaetano Alemanni
Arduo ottenere un tesserino per la raccolta amatoriale di funghi

Alcamo, 30 euro contesi fra Comune e Regione
Farraginoso rimando da un ufficio all’altro, con una pratica incredibilmente sospesa
Il Comune di Alcamo pretende per sé trenta euro che sono stati già versati invece alla Regione Siciliana – come questa prescrive – per rilasciare un tesserino annuo per la raccolta amatoriale di funghi. Con un farraginoso rimando da un ufficio della Regione all’altro, una pratica rimane incredibilmente sospesa.
La Regione Siciliana, con propria legge del 2006, a chi ne faccia richiesta rilascia attraverso i Comuni un tesserino nominativo annuo, indispensabile per raccogliere nell’isola funghi spontanei, anche per passatempo. Condizioni indispensabili sono l’attestato di aver seguito un corso micologico e il versamento del contributo annuo di trenta euro; consegnando al momento del rilascio due foto e due marche da bollo di sedici euro ciascuna. La Regione precisa nel proprio sito istituzionale che dal 26 ottobre 2025 quel versamento va effettuato esclusivamente a suo favore. Ma ecco allora lo strano inghippo.
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- Scritto da Salvo Bella

Niscemi, alzare la testa contro i politicanti
Tutti sapevano che il paese crollava, fino al disastro
I siciliani continuano a pagare per ruberie, incuria e omissioni, passerelle e promesse mai mantenute
Niscemi crolla, ma deve alzare la testa contro i politicanti, che, pur sapendo, hanno lasciato che accadesse il disastro: una vergogna nazionale, di un sistema nel quale si preferisce attendere i disastri per potersi leccare i baffi, in vista dell’erogazione tangentizia di miliardi con o senza discutibili appalti.
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- Scritto da Salvo Bella
Strage di Alcamo, 50 anni di misteri

Niente giustizia per i carabinieri uccisi in caserma
Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta furono vittime di un affare di Stato, di terrorismo o di mafia?
Cinquant’anni non sono bastati per fare luce sulla strage di Alcamo Marina. Niente giustizia per i due carabinieri Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta, assassinati una notte nella caserma Alkamar.
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- Scritto da Salvo Bella
Con le nostre procedure è difficile finire in galera: l’indagato dev’essere addirittura preavvisato se un giudice vuole spedirlo in prigione- Dettagli
- Scritto da Salvo Bella
Complotto scottante su un delitto a Paratatà
Fiction dalle trame fantastiche per scagionare un assassino
Dal deus ex machina ai laboratori di analisi e ai conigli dal cilindro, un fantasy col finale a sorpresa
Il complotto scottante su un delitto a Paratatà è il tema di una fiction. Nessuno si dolga di questo fantasy su trame fantastiche per scagionare un assassino, non essendoci alcun riferimento a fatti o persone reali.
Paratatà è in un altro mondo, nel quale recitano comparse messe in scena da divinità che attrezzano con marchingegni rudimentali, connettendo fra loro consoli, alchimisti, oratori e tabellarii con conigli dal cilindro. Il simposio è un contesto nel quale ognuno porta ciò che può, ma soprattutto un’occasione di aggregazione per bere e danzare, possibilmente allietando lo spirito con balli del ventre di femmine seducenti.
La brillante idea di spartire una barca di denari
Là fuori qualcuno, però, aveva ammazzato; e un gran giurì aveva poi inchiodato l’assassino. A un simposio un advocatus, fra una libagione e l’altra, volle parlarne: “Se facciamo scagionare l’assassino, lo faremo risarcire dal popolo”. La brillante idea di spartire una barca di denari piacque. Ma come fare?
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- Scritto da Susanna Raineri

Le parole del sindaco di Crans-Montana sulla terrificante strage al Le Constellation sono arrivate nel vuoto silenzioso della sofferenza: una richiesta di scusa per quei cinque anni di mancati controlli. Ammettere che un locale pubblico abbia potuto operare per oltre un lustro senza che nessuno ne verificasse le uscite di sicurezza, gli impianti o i materiali infiammabili è il riconoscimento di un fallimento umano e civile.
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- Scritto da Salvo Bella
Bidone di un centro recapiti a Catania
Sede sempre chiusa, impossibile ritirare un pacco
Servizio fantasma con mancanza totale di rispetto per i destinatari di merci. Silenzio totale anche ai numeri di telefono
Sette giorni di andirivieni a Catania a un punto di ritiro spedizioni della società Poste Private Nazionali, sistematicamente chiuso negli orari durante i quali dovrebbe essere invece aperto per la consegna dei pacchi ai destinatari, spediti attraverso InPost: una sorta di bidone natalizio, con oscuri risvolti da codice penale.
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- Scritto da Salvo Bella
Addio a un anno di guerre, morti e distruzioni
Umanità allo sfascio nel 2025 fra atroci violenze e vigliaccherie
La politica mondiale dei più forti a dispetto delle libertà e del diritto. Nelle città sempre più in pericolo, continua il massacro di donne indifese
Il 2025 si chiude con un bilancio terrificante di vittime nelle guerre della striscia di Gaza e fra Russia ed Ucraina; distruzioni di massa alimentate da interessi di arricchimento che nessuno ci racconta, nonché da atteggiamenti pilateschi dei politicanti. In Italia intanto si sono accresciuti sempre più i pericoli per i cittadini ed è continuato il massacro di donne indifese.
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- Scritto da Gaetano Alemanni
Verbale barzelletta di carabinieri a Carini
Militari firmano oggi apponendo la data di un anno fa

Patente ritirata a una signora che controllava sul navigatore la strada da percorrere. Una contestazione raffazzonata, compilata con mancanza di lucidità
Le barzellette sui carabinieri sono invenzioni divertenti, ma a volte ci sono anche fatti che le superano per ilarità, com’è accaduto oggi a Carini con due militari della locale Compagnia che hanno emesso a una automobilista un verbale facendolo risultare elevato il dodici dicembre 2024, cioè un anno fa.
La signora viaggiava alla guida dell’auto controllando il navigatore stradale, non essendo del luogo, allorché è stata fermata da una pattuglia del nucleo radiomobile dell’Arma. Dopo averne visionato la patente, un militare stava per farla proseguire, allorché è intervenuto il più alto in grado, il quale le ha contestato un uso del telefono cellulare non consentito durante la guida; e, nonostante le spiegazioni fornite, le hanno ritirato la patente, facendole venire un malore.
Il verbale, numero 868969036, da noi visionato, appare raffazzonato, compilato da mano incerta e instabile, a dir poco curioso nei contenuti, al punto da indicare un modello di auto del tutto diversa da quella in questione e provincia di residenza sbagliata, con omessa specificazione del proprietaro della vettura e rilascio di un curioso biglietto manoscritto di appuntamento. Ma l’evidenza che i verbalizzanti non fossero in condizioni di piena o necessaria lucidità si deduce ancor di più dalla data scritta, appunto 12-12-2024, segno che i militari avevano la testa altrove, con mancanza di cognizione di ciò che facevano.
Il fatto assume rilevanza notevole. Sarebbe stato ammissibile infatti che autore di una simile corbelleria fosse un allievo carabiniere; ma invece è stato anche un luogotenente, cioè un militare navigato e di lunga esperienza che ha superato la carriera dei sottufficiali, fino a poter comandare addirittura una Compagnia.
GAETANO ALEMANNI è stato ispettore superiore di polizia, cofondatore e segretario nazionale di sindacati di categoria, per i quali ha anche diretto organi di informazione. Ha operato in servizi di sicurezza a Milano e diretto indagini per la lotta alla mafia in Sicilia. Istruttore e direttore di tiro, è consulente tecnico della magistratura e saggista.
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- Scritto da Salvo Bella
Ombre e sfascio sull'omicidio di Garlasco
Dal sospettato a vita alle accuse per chi indagò

Andrea Sempio vittima di un sistema di pesca a strascico con regole astruse. Bufala della revisione impropria del processo: non può annullare la sentenza definitiva di condanna di Alberto Stasi
Ombre inquietanti si addensano sull’omicidio di Garlasco, a oltre diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi e a dieci dalla condanna definitiva di Alberto Stasi per l’orrendo delitto. La nuova inchiesta aperta a Pavia presenta aspetti critici: è in corso infatti una revisione del processo, impropria perché mai autorizzata e addirittura negata più volte; Andrea Sempio è nuovamente indagato per l’omicidio come se fosse un sospettato a vita, essendo già stato prosciolto due volte; in procedimenti separati si incolpano il magistrato e carabinieri che indagarono a suo tempo.
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- Scritto da Gaetano Alemanni
Sanità, il Ministro esulta ma in Sicilia lo diffidano
Querele a Trapani per prestazione negata nei tempi prescritti

Paziente rifiuta di sottostare a liste di attesa e pretende il rispetto delle priorità. Rapido intervento del Presidente Renato Schifani
Il Ministro della Salute Orazio Schillaci esulta annunciando l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, ma intanto da Trapani un paziente lo diffida e annuncia querele per una prestazione negata nei tempi prescritti dal medico.
Il problema delle liste d’attesa è di una gravità enorme soprattutto in Sicilia, dove il sistema sanitario non riesce a soddisfare le esigenze dei pazienti, nonostante l’aumento di milioni e milioni di stanziamenti e il susseguirsi di leggi e decreti, nazionali e regionali.
I vari provvedimenti continuano a perdere efficacia anche a causa di farraginosità in aumento, che mettono in difficoltà i cittadini e gli stessi operatori del sistema sanitario, assoggettati a procedure complesse, difficili o impossibili.
Costretti a rinunciare ad accertamenti e cure
In questa situazione allo sfascio, è incalcolabile il numero dei siciliani costretti a rinunciare ad accertamenti e cure. Il principio costituzionale del diritto alla salute e del dovere dello Stato di garantirlo è ormai disatteso; e per potersi curare ci sono tre possibilità: cercare una raccomandazione, o pagare, o rassegnarsi.
Ma contro questa inconcepibile logica della rassegnazione c’è a quanto pare un rimedio, come rivela un caso scoppiato a Trapani, dove l’Azienda Sanitaria Provinciale ha negato una risonanza magnetica entro i sessanta giorni prescritti da uno specialista; e la stessa cosa è accaduta ricorrendo al centro unico di prenotazione regionale. Il paziente, ammalato di cancro, anziché arrendersi, ha diffidato il Ministro della Salute, il Presidente della Regione, l’Assessore Regionale alla Salute e il Direttore Generale dell’ASP di Trapani, annunciando querele.
Non si è fatto attendere l’intervento del Presidente della Regione, che attraverso il Capo di Gabinetto, Sammartano, ha invitato gli uffici competenti a “intraprendere ogni utile azione e iniziativa al fine di superare la criticità”, il tutto “a tutela diretta degli interessi dell’Amministrazione regionale”.
L’autore della diffida, dal canto suo, non demorde: “La pubblica amministrazione - dice - pretende giustamente che il cittadino osservi i tempi imposti per assolvere ad obblighi, pena sanzioni anche rilevanti; ma non può continuare a violare impunemente le norme che emana, con danni per i cittadini e senza pagarne le conseguenze. Spero che i siciliani reagiscano denunciando, invece di rassegnarsi e attendere la morte”.
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