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CRONACA CULTURA POLITICA REGIONIRivista diretta da Salvo BellaQuesto sito utilizza cookies tecnici propri e cookies di profilazione di terze parti. Continuando la navigazione accetti.
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- Scritto da Salvo Bella
Il numero di errori giudiziari in Italia non è irrilevante, eppure si possono contare sulle dita di una mano le sentenze sbagliate per innocenti finiti addirittura all’ergastolo. Impressiona invece il numero di condannati definitivamente per omicidio che - quasi che fosse una moda - continuano a proclamarsi innocenti nonostante le conclusioni giudiziarie.
S’è discusso a lungo dei casi di Rosa e Olindo Romano, Salvatore Parolisi, Alberto Stasi, Michele Buoninconti e Massimo Bossetti, ma la lista non si esaurisce qui; e ancora si discute di qualche vicenda in minima misura riaperta. Non c’è nulla a che vedere con lo storico caso del morto vivo Salvatore Gallo, di oltre settant’anni fa.
Stop a fantasticherie sull’orrenda strage di Erba
Quest’anno la Cassazione ha posto fine alla telenovela sulla strage di Erba, dove l’11 dicembre 2006 furono massacrate quattro persone, con una aggressione selvaggia paragonabile alle mattanze della mafia. Le tardive lagnagne degli autori, Rosa e Olindo Romano, in un primo momento ampiamente rei confessi, potrebbero essere ascritte alla sfera di innocue fantasticherie; se non fosse che i tentativi di revisione del processo, nel puntare su elementi effimeri, su peli insignificanti, hanno rievocato sospetti su persone innocenti e persino sulla correttezza del lavoro investigativo svolto da un encomiabile maresciallo dei carabinieri.
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Può sembrare una stupidata occuparsi di pietre, che si trovano dappertutto; ma il caso dei meravigliosi sassi bianchi spariti dalla Baia di Guidaloca, a Castellammare del Golfo, suscita indignazione: sono selvagge ruberie inammissibili in una spiaggia meravigliosa amata da italiani e stranieri.
La questione è stata sollevata da una signora, Enza Agrusa, nel gruppo Facebook “Noi amiamo Castellammare del Golfo” (https://www.facebook.com/groups/1466702033542002), che ha invocato maggiori attenzioni da parte delle istituzioni, chiedendo se la competenza appartenga al Comune, alla Guardia Costiera o ad altri.
Nel dibattito che ne è scaturito, si ipotizza che siano state mareggiate o risacca a causare il degrado; e che il mare è solito sottrarre ma anche restituire: che lo faccia però giusto con quei sassi - e non anche con abbondanti rifiuti lasciati da mascalzoni – è molto strano, incredibile.
Sarà pure che la sparizione è avvenuta non di botto ma progressivamente; eppure lo scempio ha avuto una sorprendente accelerazione in soli tre mesi dallo scorso gennaio, quando avevo avuto il piacere di ammirare alla spiaggia in abbondanza quelle forme stupende.
“Queste pietre, fin da quando ho memoria, hanno sfidato – scrive Enza Agrusa - ogni furia del cielo e del mare: piogge incessanti, alluvioni, nubifragi, bufere e venti impetuosi. Sono sempre rimaste lì, salde, mute custodi del tempo che scorre”.
La polemica investe anche la questione di spazi demaniali ceduti per l’installazione di strutture di accoglienza, come lidi o locali di rinfresco, che dovrebbero essere assoggettati a controlli severi.
Le pietre bianche di Guidaloca sono state oggetto, più probabilmente, di furto, finendo ad adornare proprietà private a monte, dove stanno spuntando cantieri a non finire sotto l’apparente legalità delle “ricostruzioni” anche dove non c’era mai stato un rudere: roba che sta deturpando col cemento un paesaggio naturale meraviglioso. I sassi vengono rubati pure in sacchi da sedicenti artisti che li dipingono e li vendono nel tratto pedonale di corso Garibaldi a Castellammare del Golfo, dove sarebbe opportuna una visita di carabinieri, polizia o Guardia di finanza.
Chi si curerà di ripristinare un po’ d’ordine e di riportare i sassi bianchi a Guidaloca?
Le foto sono di Enza Agrusa

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Dietro gli occhi dei ragazzi che si armano di pistole e coltelli, uccidendo, si celano disagi incancreniti, brutture e dolori che la società non riesce a lenire.
Le cronache continuano a registrare fatti di sangue commessi da minori, che generano diffuso allarme. La strage di pochi giorni fa a Monreale, con tre giovani ammazzati da coetanei come se fossero animali, suscita orrore e sdegno, ma le violenze non conoscono limiti geografici, essendo diffuse senza differenze dalla Lombardia alla Sicilia. Elemento in comune in questi crimini è il movente banale, per liti che fra persone normali si limiterebbero a un battibecco invece di sfociare nel sangue. Perché accade tutto ciò?
Il preoccupante degrado di ambienti urbani e familiari
I protagonisti proliferano in ambienti urbani o familiari problematici, con sogni distrutti, e per sentirsi a loro modo vivi si aggregano in branchi in cerca di approvazione. Le immagini di vite altrui perfette si scontrano con la monotona realtà quotidiana, di noia e aspettative insoddisfatte.
Il libro “Ragazzi che sparano. Viaggio nella devianza grave minorile” di Giacomo Di Gennaro e Maria Luisa Iavarone (Franco Angeli editore) ha analizzato nel 2023 l’inquientate fenomeno, con l’area metropolitana di Napoli prima in Europa.
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- Scritto da Susanna Raineri
Migliaia di famiglie sono segnate ogni anno dal dolore causato da malattie correlate all'amianto, una sostanza che continua a mietere vittime, spesso dopo decenni dall'esposizione a questo materiale, una fibra anche invisibile ma devastante.
Nel 2024 l'Italia ha registrato oltre settemila decessi dovuti a patologie come il mesotelioma e tumori polmonari correlati. Questa realtà è particolarmente drammatica in Piemonte, dove circa mille persone perdono la vita ogni anno a causa di quelle malattie.
L'amianto è stato utilizzato in molti settori industriali e nelle costruzioni, fino a quando non ne sono state comprese le terribili conseguenze per la salute. Ogni giorno cresce in modo esponenziale il rischio di sviluppare forme aggressive di cancro per chi ha lavorato o vissuto in ambienti contaminati; ma ancora non si riesce a debellare questo nemico subdolo; che, vietato dal 1992 (legge 257/92), si annida nei polmoni silenzioso, ma letale, agevolato da diagnosi tardive.
SUSANNA RAINERI è una scrittrice biellese pluripremiata. Grande appassionata di musica e attiva volontaria in associazioni di rilievo, è una figura innovativa nel panorama della poesia contemporanea. Il suo stile evoca emozioni vivide, affronta temi universali come l'amore e la memoria con una sensibilità che offre una pausa contemplativa, accompagnando delicatamente chi cerca di comprendere se stesso e la sua interiorità.
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- Scritto da Susanna Raineri
L’Adunata Nazionale degli Alpini, in programma a Biella dal 9 all’11 maggio, onora e proietta anche una visione di futuro, con la convivialità e l'aggregazione pilastri fondamentali della società.
Il rinnovo della tradizione, viva da ben 96 anni, fa già respirare un'atmosfera di fermento nello storico capoluogo piemontese, dove ventiquattromila tricolori accoglieranno, secondo le previsioni, quasi mezzo milione di persone. Gli arrivi si attendono con treni speciali, settecento autobus e seicento camper: un afflusso straordinario. Ma ci sono anche partecipazioni che hanno dell’incredibile: gli Alpini della Valsesia, infatti, percorreranno a piedi 48 chilometri per raggiungere Biella; e da Venzone, in Friuli, distante 660 chilometri, arriverà un nutrito gruppo in bicicletta.
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- Scritto da Salvo Bella
Veronica Cartomante e l’offerta di “legami di amore”
Un messaggio apparentemente innocuo via Messenger può mettere in luce odiose truffe. Ecco spuntare su Facebook “Veronica Cartomante”, che promette di assicurare “il ritorno di una persona cara”, alchimie capaci di garantire “legami d’amore infiniti” e altre pratiche magiche.
Sono soltanto dieci, per fortuna, i follower di questa sedicente fattucchiera che mi ha chiesto su Facebook l’amicizia e quindi contattato per le sue proposte; sperando ovviamente che il suo interlocutore fosse un credulone o cretino, pronto a sborsare quattrini con l’illusione di risolvere problemi di salute, di amore o di denaro.
Mascalzoni e truffatori operano dall’estero attraverso Facebook
Si va verso l’anno tremila, si vive in ansia per le tensioni scoppiate in tutto il mondo con milioni di esseri umani ammazzati da missili e bombe; e ancora abbiamo fra le palle imbrogliapopolo che non vanno buttati in galera perché la truffa, in Italia, è considerata scelleratamente un reato minore; e anche perché i truffatori che pescano nei nostri territori sono prevalentemente mascalzoni che operano dall’estero e sono difficilmente rintracciabili.
Chi è “Veronica Cartomante”, come si chiama, dove sta? “Sono – si limita a dire – una donna chiaroveggente”; scrive che è di Milano e ha frequentato Oraciones Milagrosas Y Guias Espirituales. corrispondente a un sito internet presentato come scuola di magia; roba da polli. Chi sia davvero la sedicente cartomante, donna o uomo, non si sa.
Ecco la tiritera: “Hai un sacco di debiti e vuoi saldarli o vuoi che facciamo dei rituali per farti dimenticare i debiti!? Quello che potrei fare per aiutarti è quello che ti aiuterò con i miei rituali e debiti nessuno ti disturberà per ripagarli puoi ripagarli quando vuoi ma tutti si dimenticheranno di te questo è quello che posso fare per te e ci sono anche rituali che puoi fare e guadagnare un sacco di soldi alla fine di ogni mese nel tuo lavoro che fai quindi qui posso aiutarti in questo modo non ci sono problemi ma la cosa principale è la fiducia e la sincerità”.
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- Scritto da Salvo Bella
La gestione del trattamento economico dei clienti “vulnerabili” per la fornitura di gas nelle abitazioni è una farsa: non si capisce se sia conveniente rispetto al mercato libero; e, soprattutto, le aziende per applicarlo pretendono difficili pratiche burocratiche anziché provvedere in alcuni casi d’ufficio come stabilito dall’Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente).
Dal mese di gennaio 2024 è apparentemente cessato il cosiddetto servizio di tutela a condizioni economiche e contrattuali stabilite dall'Autorità. I clienti domestici classificati come non vulnerabili sono passati al mercato libero, mentre gli altri hanno sinora la possibilità di scegliere.
Arera: “Chi ha compiuto 75 anni non deve comunicare nulla”
Vulnerabili sono ritenuti innanzitutto i titolari di contratto che hanno compiuto 75 anni. L’Arera per questi casi dispone: “Il tuo venditore dovrebbe già conoscere la tua condizione se hai compiuto 75 anni o se sei percettore di un bonus sociale gas. Se sei un cliente del servizio di tutela gas, il tuo venditore dovrebbe averlo scritto nella lettera che ti ha inviato, per cui non devi comunicare nulla. In questo caso, se non scegli nessuna offerta sul libero mercato passerai automaticamente nel servizio di tutela della vulnerabilità”. Sul contenuto del disposto non dovrebbero insorgere dubbi: è chiarissimo, non offre il destro ad alcuna interpretazione diversa e arbitraria.
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L’alto funzionario della Giustizia Antonio Pappalardo, catanese, era stato sempre duro contro vaccini ed emigranti: libertà di pensiero. L’ha fatta però grossa definendo un “usurpatore” che “merita una pena giusta”, all’indomani dalla morte, Papa Francesco: un insulto ignominioso a questo pontefice amatissimo in tutto il mondo, uno sfregio intollerabile che ha subito portato alla rimozione del temerario “opinionista” dall’incarico.
Antonio Pappalardo non è da confondere con l’omonimo ex generale e uomo politico. Dirigente del Centro per la Giustizia Minorile dell’Emilia Romagna, aveva pubblicato le frasi obbrobriose su “Logos et Libertas”. Questo suo canale Telegram aveva solo qualche decina di seguaci; e ciò avrebbe potuto produrre effetti diffamatori assai limitati. Le parole inaudite, però, sono subito rimbalzate a macchia d’olio, determinando l’opportuno intervento di parlamentari del Pd, che hanno chiesto provvedimenti immediati del ministro Carlo Nordio.
La risposta del governo non si è fatta attendere. Avviato un accertamento , il funzionario è stato stato ritenuto incompatibili con le funzioni nell’amministrazione della Giustizia, addirittura dei minori.
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- Scritto da Salvatore Spitaleri
La morte della povera Liliana Resinovich mi ha sempre incuriosito dal punto di vista criminalistico, anche e comunque per le diatribe sorte in merito alle cause, divenute oggetto di accesi dibattiti tra i sostenitori della tesi suicidaria e quelli della tesi omicidiaria.
Il rinvenimento del corpo della povera Liliana, un cadavere imbustato con le modalità ampiamente descritte, era a dir poco anomalo. Ad oggi ci si chiede come sia stato possibile avallare, nell’immediato, una ipotesi così improbabile come quella del suicidio e ancora più assurdo che si sia chiesta l’archiviazione in tempi così veloci, senza approfondire le indagini, pur in presenza di evidenti anomalie. Erano troppe le cose che non quadravano in questo ipotetico suicidio ed in tutta evidenza chi si è opposto all’archiviazione desiderava fare chiarezza sulle improbabili ragioni che avrebbero spinto la vittima a porre fine ai propri giorni. Si è voluto ricostruire la sua vita, la vita di una persona tutto sommato abbastanza riservata ma che di certo non meditava la propria fine.... Purtroppo occorre ricordare che, se la perizia iniziale si presentava abbastanza lacunosa, la superperizia lascia dei punti irrisolti.
Giusto per dirne una, il relativo buono stato di conservazione del corpo per un lasso di tempo così lungo strideva con le condizioni ambientali del sito di rinvenimento, dove si registrano temperature troppo alte perché i fisiologici fenomeni putrefattivi potessero risultarne rallentati.
Improponibile la tesi del corpo all’aperto per 21 giorni
Il team di “superconsulenti” capeggiato dalla dottoressa Cristina Cattaneo in proposito ha fornito la seguente spiegazione: “La temperatura media nel boschetto di 5.4 gradi centigradi - +/- 2,4 gradi - è idonea alla conservazione per 21 giorni del corpo di Liliana nel luogo di rinvenimento”.
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- Scritto da Salvo Bella
Affermare che il decreto sicurezza del governo Meloni limiti libertà sancite dalla Costituzione è un eccesso: una cosa è protestare senza intralciare diritti altrui, altra cosa sono invece la violenza in qualsiasi forma e gli ostacoli indebiti verso i cittadini.
Il decreto sicurezza dell’11 aprile 2025 interviene su materie che vanno dal contrasto al terrorismo alla criminalità organizzata e alla gestione dell’ordine pubblico.
Non c’era forse bisogno di introdurre il nuovo reato di “rivolta” in carcere e nei centri di trattenimento per migranti: gli istituti penitenziari affollati e difficilmente gestibili portano spesso i detenuti a protestare, anche con azioni violente che erano già sanzionabili secondo codice penale. Si aumentano comunque le pene; e ciò è discutibile, perché aggrava le conseguenze giudiziarie anziché intervenire seriamente per risolvere i problemi sempre più gravi delle carceri.
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- Scritto da Salvo Bella
Il nuovo ospedale di Alcamo resta in gestazione da oltre 15 anni e il parto è ancora lontano da venire: uno scandalo e una sofferenza per una vasta popolazione e per l’encomiabile personale del vecchio presidio ospedaliero “S. Vito e S. Spirito” all’interno del centro storico. Con un semplice confronto si vede subito come vanno diversamente le cose purché non si tratti di meridione d’Italia e di Sicilia: a Legnano in provincia di Milano cominciò a febbraio del 2001 l’iter per realizzare il nuovo nosocomio, che fu poi inaugurato il 4 febbraio 2010, esattamente dopo nove anni.
L’attuale ospedale è in una struttura edilizia antiquata che risale al XVII secolo. Nonostante rimaneggiamenti e ampliamenti, è penalizzato dall’antica, complessa e difficile, rete viaria circostante; e l’accesso avviene addirittura attraverso un angusto tunnel ad arco con volta a botte: bello forse da vedere, ma anche roba da terzo mondo tenuto conto che vi risulta arduo, se non con peripezie, il passaggio di un’autoambulanza. Tutto ciò accade mentre medici e infiermieri si adoperano con grande professionalità, nei vari reparti, con risultati che, nonostante le difficoltà della struttura, hanno e meritano ampio riconoscimento.
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I trent’anni di latitanza del boss Matteo Messina Denaro sarebbero stati assicurati da parenti, da una rete di mafiosi, da personale sanitario, da imprenditori e da quattro o cinque amanti che l’avrebbero frequentato in diversi periodi. Dall’arresto, avvenuto a Palermo il 16 gennaio 2023, non s’è fatta però luce sulle protezioni delle quali il capomafia avrebbe usufruito assai in alto in ambienti politici e istituzionali come s’era a lungo ipotizzato, ma nei guai sono finiti anche alcuni professionisti del settore medico.








