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Alcamo, risolto caso di malasanità

Retromarcia dell’Azienda Sanitaria dopo una diffida

 Azienda Sanitaria Distretto di Alcamo

Rilasciata l’attestazione che era stata rifiutata. L’Asp: “Un favore”. Il paziente: “Un atto dovuto”

Un caso di malasanità ad Alcamo è stato risolto dall’Azienda Sanitaria, che dopo una diffida ha fatto retromarcia, rilasciando l’attestazione che era stata rifiutata. Sono due le interpretazioni sull’odiosa vicenda: si trattava a quanto pare di un atto dovuto, tant’è che l’Asp ha, pur con ritardo, provveduto; ma secondo il direttore si sarebbe trattato solo di un favore.

Il certificato di un ospedale lombardo era stato rifiutato

Il paziente, pur essendo residente nel Milanese, è assistito dall’Azienda Sanitaria di Trapani, nella cui provincia è domiciliato. Ha perciò presentato alla sede locale di Alcamo il certificato di un ospedale lombardo che lo riconosce paziente oncologico al fine dell’attribuzione sanitaria di un cosiddetto codice 048. L’ufficio gli ha però rifiutato la registrazione dell’atto e il rilascio del relativo tesserino, sostenendo innanzitutto che la certificazione doveva essere rilasciata dal medico di base e inoltre che per il rilascio del tesserino avrebbe dovuto rivolgersi all’azienda sanitaria del luogo di residenza, in Lombardia.

Rimostranze per il diniego, passibile di conseguenze giudiziarie

Il paziente ha diffidato l’Azienda Sanitaria con invito a provvedere, forte del disposto del decreto ministeriale 329/1999, secondo il quale la certificazione in questione può essere rilasciata solo da ospedali e aziende sanitarie e non anche dal medico di base (“La certificazione deve essere rilasciata dai presidi delle aziende unità sanitarie locali, dalle aziende ospedaliere o dagli istituti ed enti di cui all'articolo 4, comma 12, del decreto legislativo n. 502/1992”). La stessa norma stabilisce che il tesserino va rilasciato dall’unità sanitaria locale di pertinenza, talché l'interessato ha annunciato una denunzia all'autorità giudiziaria per il diniego o il ritardo di un atto indifferibile,

Dopo il nostro articolo “Un altro scandalo all’Asp di Trapani” e l’interessamento di altri organi di stampa e televisivi, alla diffida ha ottemperato il Distretto Sanitario di Alcamo, consegnando all’assistito l’attestato dovuto, dopo averselo fatto rilasciare dalla Sanità lombarda.

Secondo l’Asp di Alcamo il rifiuto opposto era del tutto corretto

Il dott. Giuseppe Valenti, direttore dell’Asp di Alcamo, ci ha fatto pervenire infine una precisazione. Eccola.

Il direttore del Distretto sanitario di Alcamo precisa che quanto riferito dagli operatori dell'Ufficio esenzione ticket di Alcamo, circa l'impossibilità di rilasciare esenzioni per utenti di altre regioni, era assolutamente corretto.

Il D.M. 329/1999 citato, per l'appunto recita che "la certificazione specialistica attestante la patologia deve essere presentata agli Sportelli Anagrafe dell'ASL di residenza".

Nondimeno ritenendo che lo spirito di servizio che regola le Pubbliche amministrazioni sia quello di aiutare i cittadini, soprattutto chi abbia minori strumenti di informazione e di comunicazione, a risolvere e a soddisfare le richieste, si é fatto personalmente carico della questione, in sua vece, richiedendo alla ASST OVEST Milanese, ove risiede, la certificazione necessaria.

Sperando - dichiara Valenti - che questo contribuisca a ridarle fiducia nei servizi della nostra ASP, che in questo caso in maniera improvvida è stata additata quale esempio di mala sanità.

Lacune e farraginosità di un sistema sanitario che funziona male

La precisazione dell’Asp di Alcamo conferma l’accaduto, come da noi scritto nel precedente articolo; ma ingenera gravi perplessità. Sorvola innanzitutto sulla strana pretesa - che sembra una barzelletta - di avere un certificato del medico di base anziché quello di un ospedale. Non è da poco, in più, l’ipotesi sostenuta che un paziente in carico al Servizio Sanitario di una città isolana debba recarsi al Nord nel luogo di residenza per ottenere una attestazione che gli spetta. L’articolo 4 del decreto ministeriale non dispone infatti come erroneamente riportato dall’Asp in virgolette, bensì: “L'azienda unità sanitaria locale rilascia a ciascun assistito avente diritto, anche mediante l'utilizzazione della carta sanitaria elettronica, un attestato di esenzione”. L'Azienda di Alcamo non poteva, peraltro, non sapere del suo dovere o facoltà di richiedere l'atto ad altra Azienda - cosa poi avvenuta dopo la diffida - non essendo in grado, per qualsiasi ragione, di emetterlo.

In realtà il sistema informatico della sanità in Sicilia, ancora obsoleto e farraginoso per gli utenti del bacino e per gli operatori, non consente l’agevole inserimento dei codici di esenzione per i pazienti e il rilascio dei relativi attestati. Per tale ragione, infatti, il Distretto di Alcamo si è infine adoperato chiedendo in Lombardia – non perché il paziente vi risiede – il rilascio dell’attestato, che ha quindi consegnato, appunto perché l’obbligo di consegna ricade sullo stesso Distretto di appartenenza, evitando di incorrere nell’illecito di omissione di atti d’ufficio.

Gaetano AlemanniGAETANO ALEMANNI è stato ispettore superiore di polizia, cofondatore e segretario nazionale di sindacati di categoria, per i quali ha anche diretto organi di informazione. Ha operato in servizi di sicurezza a Milano e diretto indagini per la lotta alla mafia in Sicilia. Istruttore e direttore di tiro, è consulente tecnico della magistratura e saggista.

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