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revisioni processuali
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Il business delle revisioni processuali
Il business delle revisioni processuali
Teorie difensive farlocche senza un morto vivo

Dal caso Gallo a complotti finalizzati a spartire risarcimenti dello Stato, le condanne definitive per omicidio non sono smontabili a chiacchiere
L’unico caso in Italia di giusta revisione del processo per omicidio è quello di Salvatore Gallo, condannato ingiustamente all’ergastolo per l’uccisione del fratello Paolo, che dopo sette anni dalla misteriosa sparizione fu poi ritrovato vivo, appunto perché non era stato ammazzato. Altri casi di revisione processuale possono ritenersi farlocchi; perché senza un morto vivente non ci sono omicidi smontabili a chiacchiere né assassini da rimettere in libertà.
Indagine esemplare del giornalista Enzo Asciolla
Lo storico caso risale al 1954 ed ebbe origine ad Avola, in provincia di Siracusa, da dove il contadino Paolo Gallo non fece più ritorno a casa dal lavoro in campagna. Molti elementi emersi dalle indagini permisero di far luce su pregresse liti e di scoprire macchie di sangue, fatti che portarono all’arresto del fratello Salvatore e alla sua condanna all’ergastolo in via definitiva. Ma sull’intera vicenda aleggiava il mistero, finché nel 1961 il giornalista Enzo Asciolla, mio collega specializzato di cronaca nera e giudiziaria come me al quotidiano “La Sicilia” di Catania e indimenticabile amico, non ricevette alcune segnalazioni che gli permisero di condurre una indagine esemplare, col risultato di scoprire che Paolo Gallo era vivo: si era infatti nascosto solo per sfuggire a una eventuale condanna in una causa che aveva col fratello; e fu rintracciato a Ispica.







