La poliedrica attività culturale di Debora Scalzo si arricchisce di un nuovo successo dagli effetti internazionali, con la diffusione oltreoceano del docufilm, del quale è regista, “Paolo vive”, presentato in Italia sin dall’autunno scorso come “un potente tributo al giudice Paolo Borsellino”.
In America, dove è stata intervistata dalla prestigiosa rivista “Hollywood Magazine”, la Scalzo avrà incontri a New York, Los Angeles e Chicago; e poi in Canada, a Vancouver e Toronto.
L’impegno di questo singolare personaggio della cultura è stato più volte premiato: passa infatti con risultati di grande qualità dalla narrativa impegnata (suoi i romanzi “Io resto così”, “Fuoco Freddo” e “Cuore Marchiato”) al cinema, al design di moda; e soprattutto alla legalità e in memoria delle vittime in servizio delle forze dell’ordine.
“Paolo vive” ha una impostazione strutturale nuova, per la quale alcuni esperti di film hanno storto il naso; e si spiega, abituati come si è ad amare finzioni sceniche. La narrazione di Debora Scalzo, invece, mi piace moltissimo: è priva di elucubrazioni e si dipana con passaggi rapidi ed essenziali che suscitano forti emozioni, come si addice al migliore giornalismo scritto di una volta. Lo spettatore si trova coinvolto e autonomamente portato a recepire il dolore che sprigiona dal succedersi dei passaggi drammatici del video e delle parole.
"Spero che Paolo vive – si limita dire la Scalzo - possa fare riflettere tutte quelle persone che stanno in silenzio, che non si oppongono alla mafia. Spero che i giovani si avvicinino sempre più alla legalità. È importante studiare, capire e conoscere: tre parole d'ordine che servono per avviare un processo di cambiamento sociale. Paolo Borsellino ha lasciato una grande eredità, il coraggio di camminare a testa alta, la sua grande dedizione, il saper dire no e lottare per ciò in cui si crede. Ma soprattutto ci ha insegnato che anche il nemico più difficile può essere sconfitto. Perché la Sicilia, quella vera, è Paolo Borsellino".
Vissuta fra Asti e Milano, sono chiare le sue origini: “Sono onorata – dice - di raccontare e rappresentare la mia terra nel mondo con la storia di un grande uomo che mi rende orgogliosa di essere una donna siciliana”.









