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Onu contro Netanyahu, ma nessuno lo ferma

Su Israele centinaia di risoluzioni del Consiglio per i diritti umani

 Netanyahu, colpito da ordine internaziinale di arresto

La decisione di occupare Gaza preannuncia conseguenze catastrofiche, ma l’Occidente continua a fornire armi alimentando la politica espansionistica guerrafondaia

Netanyahu si fermi, non porti alla catastrofe: così l’Onu sulla decisione di Israele di occupare Gaza e disperdere definitivamente il popolo palestinese. Ma nessuno ferma il primo ministro ricercato dal novembre 2024 in base al mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità e crimini di guerra. L’Occidente, anzi, come se fossero quisquilie, continua a fornire armi, alimentando la politica espansionistica guerrafondaia.

Sono centinaia le risoluzioni del Consiglio per i diritti umani per la situazione nei territori palestinesi occupati; condanne spesso bloccate per il veto opposto dagli Stati Uniti, ma approvate in oltre cento casi e sempre inutilmente.

Stragi indiscriminate senza salvaguardia degli ostaggi

L’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023 contro Israele causò, come si ricorderà, 1200 morti e il rapimento di oltre 250 persone. Il tentativo di liberazione degli ostaggi avrebbe richiesto precise strategie ormai consolidate nel mondo per simili casi, con operazioni difficilissime ma mirate, non escluse le trattative immediate per lo scambio di detenuti politici da liberare. In situazioni del genere - che siano originate da terroristi o criminalità comune – nulla può prevalere sull’esigenza di preservare la vita delle persone sequestrate. Nel caso di Israele, invece, la scelta dissennata è stata della risposta vendicativa contro un popolo e con bombardamenti di massa che hanno causato più di sessantamila morti, fra i quali un numero elevato degli stessi ostaggi.

Secondo la visione di Netanyahu, Benito Mussolini avrebbe dovuto far bombardare e distruggere mezza Sicilia per combattere la mafia anziché inviare a Palermo il capo della polizia per sgominare uno a uno i criminali; e in epoca repubblicana il nostro Stato avrebbe dovuto distruggere Palermo in risposta alle stragi Falcone e Borsellino anziché debellare Cosa Nostra con imponenti attività investigative e giudiziarie; oppure  bisognerebbe bombardare gli interi edifici se dei banditi si asserragliassero contemporaneamente con ostaggi in tre banche; oppure ancora bisognava ammazzare i calabresi in risposta all’anonima sequestri che nascondeva nella regione persone rapite a scopo di estorsione.

Genuflessi con la falsa idea di non offendere gli ebrei

Va da sé, però, che la logica delle guerre è completamente diversa da quella della lotta alla criminalità e al terrorismo, che nessuno Stato democratico strumentalizzerebbe per fini oscuri di affari attraverso gli armamenti o per piani di esaltati di tipo hitleriano.

L’Occidente ha smesso di riconoscere e osservare il diritto internazionale, genuflettendosi a Israele, alle sue mire espansionistiche continuate, diffondendo la falsa idea che persino la minima critica lederebbe il popolo ebreo e la memoria dello sterminio che subirono dal nazismo. In Italia siamo al paradosso che chi si definisce ebreo è un privilegiato anche rispetto ai cattolici; e che un omosessuale ha più diritti degli eterossesuali.

Col rispetto di tutti, ognuno la pensi come vuole. Ma è orrendo che non venga catturato e processato quello stragista che ha fatto ammazzare o morire di fame gente inerme.

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