•  
  • CRONACA CULTURA POLITICA REGIONI
    Rivista diretta da Salvo Bella
    Questo sito utilizza cookies tecnici propri e cookies di profilazione di terze parti. Continuando la navigazione accetti.

   

Tridico contro promesse di marinaio

“Il miraggio del Ponte sullo Stretto è carta straccia”

Pasquale Tridico

Campagna elettorale a tinte fosche: “La Calabria ha bisogno che la politica si occupi dei bisogni primari dei suoi cittadini”. Giravolte da un partito all’altro

La realizzazione del Ponte sullo Stretto è una promessa di marinaio, carta straccia, e la destra prende in giro gli italiani: lo sostiene Pasquale Tridico, il noto economista ed ex presidente dell’Inps che ha appena inaugurato in Calabria la campagna elettorale come candidato del centrosinistra alle elezioni regionali.

Il finanziamento del Ponte – secondo Tridico – “non può essere classificato come spesa militare con l'obiettivo di raggiungere il 5% del Pil. Gli Stati Uniti e la Nato non si sono fatti fregare da Salvini e soci e hanno bocciato questa ipotesi dimostrando la poca serietà di questo governo. Il Ponte sullo Stretto non è una priorità dell'Italia, tanto meno dei calabresi e dei siciliani. In Calabria la popolazione soffre di infrastrutture idriche vetuste, ferrovie lumaca, strade colabrodo e ospedali da terzo mondo. La Calabria è la regione più povera d'Europa e ha bisogno adesso che la politica si occupi dei bisogni primari dei suoi cittadini e non di una cattedrale nel deserto che drena risorse condannando al sottosviluppo tutto ciò che c'è intorno”.

Giravolte a sorpresa da un partito all’altro: un boomerang?

Le questioni in campo non sono poche, a partire dalla diffusa domanda di legalità e trasparenza che parte dai calabresi, stanchi delle giravolte di politici che si riciclano per l’occasione da un partito all’altro.

A sorpresa si registra la candidatura del leader di Italia del Meridione Orlandino Greco in una lista della Lega, suscitando aspre reazioni di iscritti al suo partito e anche pesanti insulti. Ma sono eclatanti anche i casi di Danila Nesci e Laura Castelli, entrambe grilline della prima ora: Nesci passa a FdI dopo essere stata due volte parlamentare del Movimento ed essere transitata nel fallimentare “Impegno per il futuro” di Luigi Di Maio; la seconda è passata da tempo al partito “Sud chiama Nord” di Cateno De Luca, coalizzato nel centrodestra, anche lei transitata nel partito di Di Maio dopo essere stata con Giuseppe Conte anche vice ministro. Disparati sono i commenti; e i fedeli del M5S parlano di sfregio.

Le trasmigrazioni hanno il doppio effetto di disorientare e accrescere la sfiducia e il disamore per la politica; nonché di tradursi molto probabilmente in un boomerang con una perdita di credibilità della candidatura di Roberto Occhiuto a presidente, riproposta dal centrodestra dopo le sue recenti dimissioni perché indagato per corruzione.

www.siffatto.it © 2025 MY WORK, 20025 LEGNANO Italy
Elaborato col cms open source Joomla
Il titolo degli articoli può essere condiviso, ma non è consentita la riproduzione dei contenuti.