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- Scritto da Salvo Bella
Veronica Cartomante e l’offerta di “legami di amore”
Un messaggio apparentemente innocuo via Messenger può mettere in luce odiose truffe. Ecco spuntare su Facebook “Veronica Cartomante”, che promette di assicurare “il ritorno di una persona cara”, alchimie capaci di garantire “legami d’amore infiniti” e altre pratiche magiche.
Sono soltanto dieci, per fortuna, i follower di questa sedicente fattucchiera che mi ha chiesto su Facebook l’amicizia e quindi contattato per le sue proposte; sperando ovviamente che il suo interlocutore fosse un credulone o cretino, pronto a sborsare quattrini con l’illusione di risolvere problemi di salute, di amore o di denaro.
Mascalzoni e truffatori operano dall’estero attraverso Facebook
Si va verso l’anno tremila, si vive in ansia per le tensioni scoppiate in tutto il mondo con milioni di esseri umani ammazzati da missili e bombe; e ancora abbiamo fra le palle imbrogliapopolo che non vanno buttati in galera perché la truffa, in Italia, è considerata scelleratamente un reato minore; e anche perché i truffatori che pescano nei nostri territori sono prevalentemente mascalzoni che operano dall’estero e sono difficilmente rintracciabili.
Chi è “Veronica Cartomante”, come si chiama, dove sta? “Sono – si limita a dire – una donna chiaroveggente”; scrive che è di Milano e ha frequentato Oraciones Milagrosas Y Guias Espirituales. corrispondente a un sito internet presentato come scuola di magia; roba da polli. Chi sia davvero la sedicente cartomante, donna o uomo, non si sa.
Ecco la tiritera: “Hai un sacco di debiti e vuoi saldarli o vuoi che facciamo dei rituali per farti dimenticare i debiti!? Quello che potrei fare per aiutarti è quello che ti aiuterò con i miei rituali e debiti nessuno ti disturberà per ripagarli puoi ripagarli quando vuoi ma tutti si dimenticheranno di te questo è quello che posso fare per te e ci sono anche rituali che puoi fare e guadagnare un sacco di soldi alla fine di ogni mese nel tuo lavoro che fai quindi qui posso aiutarti in questo modo non ci sono problemi ma la cosa principale è la fiducia e la sincerità”.
- Scritto da Salvo Bella
La gestione del trattamento economico dei clienti “vulnerabili” per la fornitura di gas nelle abitazioni è una farsa: non si capisce se sia conveniente rispetto al mercato libero; e, soprattutto, le aziende per applicarlo pretendono difficili pratiche burocratiche anziché provvedere in alcuni casi d’ufficio come stabilito dall’Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente).
Dal mese di gennaio 2024 è apparentemente cessato il cosiddetto servizio di tutela a condizioni economiche e contrattuali stabilite dall'Autorità. I clienti domestici classificati come non vulnerabili sono passati al mercato libero, mentre gli altri hanno sinora la possibilità di scegliere.
Arera: “Chi ha compiuto 75 anni non deve comunicare nulla”
Vulnerabili sono ritenuti innanzitutto i titolari di contratto che hanno compiuto 75 anni. L’Arera per questi casi dispone: “Il tuo venditore dovrebbe già conoscere la tua condizione se hai compiuto 75 anni o se sei percettore di un bonus sociale gas. Se sei un cliente del servizio di tutela gas, il tuo venditore dovrebbe averlo scritto nella lettera che ti ha inviato, per cui non devi comunicare nulla. In questo caso, se non scegli nessuna offerta sul libero mercato passerai automaticamente nel servizio di tutela della vulnerabilità”. Sul contenuto del disposto non dovrebbero insorgere dubbi: è chiarissimo, non offre il destro ad alcuna interpretazione diversa e arbitraria.
L’alto funzionario della Giustizia Antonio Pappalardo, catanese, era stato sempre duro contro vaccini ed emigranti: libertà di pensiero. L’ha fatta però grossa definendo un “usurpatore” che “merita una pena giusta”, all’indomani dalla morte, Papa Francesco: un insulto ignominioso a questo pontefice amatissimo in tutto il mondo, uno sfregio intollerabile che ha subito portato alla rimozione del temerario “opinionista” dall’incarico.
Antonio Pappalardo non è da confondere con l’omonimo ex generale e uomo politico. Dirigente del Centro per la Giustizia Minorile dell’Emilia Romagna, aveva pubblicato le frasi obbrobriose su “Logos et Libertas”. Questo suo canale Telegram aveva solo qualche decina di seguaci; e ciò avrebbe potuto produrre effetti diffamatori assai limitati. Le parole inaudite, però, sono subito rimbalzate a macchia d’olio, determinando l’opportuno intervento di parlamentari del Pd, che hanno chiesto provvedimenti immediati del ministro Carlo Nordio.
La risposta del governo non si è fatta attendere. Avviato un accertamento , il funzionario è stato stato ritenuto incompatibili con le funzioni nell’amministrazione della Giustizia, addirittura dei minori.
- Scritto da Salvatore Spitaleri
La morte della povera Liliana Resinovich mi ha sempre incuriosito dal punto di vista criminalistico, anche e comunque per le diatribe sorte in merito alle cause, divenute oggetto di accesi dibattiti tra i sostenitori della tesi suicidaria e quelli della tesi omicidiaria.
Il rinvenimento del corpo della povera Liliana, un cadavere imbustato con le modalità ampiamente descritte, era a dir poco anomalo. Ad oggi ci si chiede come sia stato possibile avallare, nell’immediato, una ipotesi così improbabile come quella del suicidio e ancora più assurdo che si sia chiesta l’archiviazione in tempi così veloci, senza approfondire le indagini, pur in presenza di evidenti anomalie. Erano troppe le cose che non quadravano in questo ipotetico suicidio ed in tutta evidenza chi si è opposto all’archiviazione desiderava fare chiarezza sulle improbabili ragioni che avrebbero spinto la vittima a porre fine ai propri giorni. Si è voluto ricostruire la sua vita, la vita di una persona tutto sommato abbastanza riservata ma che di certo non meditava la propria fine.... Purtroppo occorre ricordare che, se la perizia iniziale si presentava abbastanza lacunosa, la superperizia lascia dei punti irrisolti.
Giusto per dirne una, il relativo buono stato di conservazione del corpo per un lasso di tempo così lungo strideva con le condizioni ambientali del sito di rinvenimento, dove si registrano temperature troppo alte perché i fisiologici fenomeni putrefattivi potessero risultarne rallentati.
Improponibile la tesi del corpo all’aperto per 21 giorni
Il team di “superconsulenti” capeggiato dalla dottoressa Cristina Cattaneo in proposito ha fornito la seguente spiegazione: “La temperatura media nel boschetto di 5.4 gradi centigradi - +/- 2,4 gradi - è idonea alla conservazione per 21 giorni del corpo di Liliana nel luogo di rinvenimento”.







